Se cerchi "SEO per PMI" su Google, i primi nove risultati sono quasi tutti pagine di agenzie che vendono consulenza SEO. Nessuna ti dice quanto costa. Nessuna ti dice cosa puoi fare da solo.
Questa pagina fa l'opposto. Sono uno sviluppatore freelance, lavoro con PMI in Campania, e la SEO la vendo anch'io — ma prima di vendertela ti dico dove puoi arrivare senza di me.
La risposta breve
Una PMI locale può fare da sola gran parte della SEO che conta: profilo Google Business, recensioni, pagine dei servizi scritte bene, dati strutturati di base. Sono attività che richiedono tempo, non competenze specialistiche. Serve un professionista quando entrano in gioco problemi tecnici del sito, migrazioni, penalizzazioni o mercati competitivi fuori dalla tua zona.
Il confine è questo: se il problema è "non mi trovano nella mia città", quasi sempre te la cavi da solo. Se il problema è "il sito non viene indicizzato" o "competo con portali nazionali", serve qualcuno.
Perché quasi tutte le guide SEO per PMI non ti servono
Le guide generiche partono da un presupposto sbagliato: che tu voglia diventare un SEO. Non è così. Vuoi il telefono che suona.
Il secondo problema è che sono scritte da chi vende il servizio. Quindi la conclusione è sempre la stessa — "affidati a un professionista" — e i numeri non compaiono mai. Io i numeri li metto, più avanti, compresa la mia tariffa.
Il terzo problema: nel 2026 metà del gioco non è più solo Google. Le risposte AI intercettano una fetta di ricerche prima ancora che l'utente veda i risultati organici. Se la tua guida SEO non ne parla, è vecchia. Ne parlo nella sezione dedicata, e più a fondo nell'articolo su SEO, GEO, AEO e AIO: cosa cambia davvero.
Le 5 cose che puoi fare da solo (con i tempi reali)
1. Google Business Profile, fatto bene — 2 ore
Per un'attività locale è il singolo asset con il rapporto sforzo/risultato migliore. Non "creare il profilo": completarlo davvero.
- Categoria principale corretta: quella che descrive cosa fai, non cosa vorresti fare. Sbagliarla è l'errore più frequente.
- Categorie secondarie: aggiungile tutte quelle pertinenti, non una in più.
- Orari reali, festività comprese. Google penalizza le informazioni che gli utenti correggono.
- Foto tue, non stock: locale, team, lavori fatti. Aggiornate ogni paio di mesi.
- Servizi e prodotti elencati uno per uno, con descrizione.
Il dettaglio operativo l'ho spiegato passo per passo nella guida su come ottimizzare il profilo per Google Maps.
2. Chiedere recensioni, sistematicamente — 30 minuti a settimana
Non è una tattica SEO, è un'abitudine operativa. Un link diretto alla pagina recensioni, mandato via WhatsApp a lavoro concluso, converte molto più di un QR code appeso in negozio.
La regola che funziona: chiedi subito dopo il momento di massima soddisfazione, non a fine mese. E rispondi a tutte, anche alle negative — soprattutto alle negative. Ho approfondito il tema nell'articolo su come usare le recensioni per aumentare i contatti.
3. Una pagina per ogni servizio — 3-4 ore a pagina
L'errore più comune nei siti delle PMI: una sola pagina "Servizi" con dentro sei cose diverse. Google non sa per cosa farti comparire, e non ti fa comparire per niente.
Una pagina per servizio, con:
- Un titolo che contiene la parola che usano i clienti, non quella che usi tu in fattura. I clienti cercano "riparazione caldaie", non "manutenzione impianti termici".
- La risposta nelle prime tre righe: cosa fai, per chi, dove, a partire da quanto.
- Prezzi o fasce di prezzo. So che fa paura. Fa anche selezione: chi ti chiama ha già accettato l'ordine di grandezza.
- Foto di lavori veri, con didascalia.
4. Titoli e descrizioni delle pagine — 1 ora per tutto il sito
Il titolo della pagina è quello che si legge nei risultati di Google. Su un sito PMI tipico sono tutti sbagliati o duplicati.
Formula che funziona per il locale: Servizio + Città + elemento distintivo. Esempio: "Riparazione caldaie a Battipaglia — intervento in giornata". Sotto i 60 caratteri, uno diverso per ogni pagina.
5. Dati strutturati di base — 1 ora se il sito lo permette
Lo schema LocalBusiness dice a Google in modo esplicito nome, indirizzo, telefono, orari e zona servita. Su WordPress lo fa un plugin. Su un sito custom lo aggiunge chi te l'ha fatto in dieci minuti.
Non ti fa salire di posizione da solo, ma è il formato che le risposte AI leggono più volentieri.
Le 3 cose che da solo non puoi fare
Diagnosticare perché una pagina non viene indicizzata
"Non compaio su Google" ha almeno otto cause diverse, e quasi nessuna si vede dalla superficie: canonical sbagliati, pagine bloccate dal robots.txt, contenuto duplicato interno, pagine scansionate ma giudicate non abbastanza utili. Serve leggere Search Console e sapere cosa si sta guardando. Se è il tuo caso, parto da qui: il sito non appare su Google.
Sistemare la velocità e i Core Web Vitals
Si tocca il codice, il tema, le immagini, spesso l'hosting. È lavoro da sviluppatore. Quanto pesa sul fatturato l'ho misurato in questo articolo.
Competere fuori dalla tua zona
Posizionarsi su una query nazionale contro portali e aziende strutturate è un altro sport. Richiede contenuti in quantità, link, mesi di lavoro e un budget che per la maggior parte delle PMI non ha senso. Nella tua città, invece, i concorrenti sono cinque e tre non hanno nemmeno il profilo Google completo.
Quanto costa la SEO per una PMI: numeri veri
Le agenzie non pubblicano i prezzi. Io lavoro a 35 € + IVA all'ora oppure 250 € + IVA a giornata. Da lì puoi ricostruire tutto:
- Audit iniziale del sito (cosa non va e in che ordine sistemarlo): mezza giornata o una giornata a seconda della dimensione del sito.
- Riscrittura di una pagina servizio con ottimizzazione completa: 2-4 ore a pagina.
- Setup tecnico (dati strutturati, Search Console, sitemap, correzioni di indicizzazione): in genere una giornata.
- Affiancamento continuativo: si ragiona a monte ore mensili, non a pacchetto fisso.
Un sito nuovo già impostato bene lato SEO parte da 1.000 € + IVA per un sito aziendale (i siti vetrina partono da 500 € + IVA). Il dettaglio completo è sulla pagina dei costi della consulenza SEO.
Diffida di due cose: i pacchetti SEO a 99 €/mese, che sono report automatici, e di chi ti garantisce la prima posizione, che nessuno può.
SEO locale: cosa cambia se vendi in una zona
Se i tuoi clienti sono a venti chilometri da te, il gioco cambia in tuo favore. La competizione è bassa e i segnali che contano sono pochi:
- Coerenza di nome, indirizzo e telefono ovunque: sito, Google, Facebook, elenchi di categoria. Anche "Via" contro "V." conta.
- Pagine per città solo se lavori davvero in quelle città, e ognuna con contenuto suo. Dieci pagine copia-incolla con il nome del comune cambiato fanno danno, non traffico.
- Recensioni recenti: nel local pack pesano più della quantità totale.
- Citazioni locali: essere menzionato da un giornale o un'associazione della zona vale più di venti directory generiche.
Farsi citare dalle risposte AI (la parte nuova del 2026)
Quando qualcuno chiede a ChatGPT o a Google "chi fa siti web ad Agropoli", la risposta cita alcune fonti. Se non sei tra quelle, non esisti — anche se sei quarto nei risultati organici.
Le AI non citano le pagine più lunghe. Citano quelle da cui è facile estrarre una frase autonoma e verificabile. Tradotto in pratica:
- Rispondi nella prima riga di ogni sezione, poi spiega. Non il contrario.
- Metti numeri, date e nomi. "Da 500 € + IVA" è citabile, "prezzi competitivi" no.
- Usa una FAQ vera, con le domande che la gente scrive davvero, risposte da tre-quattro righe.
- Dichiara chi sei e cosa hai fatto. L'esperienza diretta è il segnale che distingue una pagina utile da un testo generato.
Gli errori che vedo più spesso
- Il sito è bello ma non dice dove sei. Città e provincia devono comparire nel testo, non solo nel footer.
- Blog aggiornato una volta l'anno. Meglio zero articoli che un blog abbandonato nel 2023.
- Nessuna call to action. Traffico che non sa cosa fare non è traffico, è statistica.
- Aspettarsi risultati in tre settimane. Su un'attività locale i primi movimenti si vedono in genere dopo due-tre mesi di lavoro costante.
- Cambiare tutto ogni mese. La SEO premia chi resta fermo su una strategia abbastanza a lungo da poterla misurare.
Un esempio di cosa succede a chi pubblica pagine in serie senza valore: il Google spam update di agosto 2026.
Da dove partire lunedì mattina
- Cerca su Google il tuo servizio più la tua città, in incognito. Guarda chi c'è prima di te e perché.
- Apri il tuo profilo Google Business e completalo davvero. Due ore.
- Manda il link recensioni ai cinque clienti più contenti degli ultimi mesi.
- Prendi il servizio che ti porta più margine e dedicagli una pagina sua.
- Rimisura tra sessanta giorni.
Se dopo questi passaggi il sito continua a non comparire, il problema è tecnico e vale la pena guardarlo insieme. Scrivimi: la prima occhiata a Search Console non la fatturo.



