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AI Overviews a tutta pagina: cosa resta dei tuoi clic

Le AI Overviews ora si aprono da sole e spingono i link organici sotto la piega. I numeri veri sul calo dei clic e le modifiche che sto facendo sui siti.

Cosmin-Anton Mihoc
6 min di lettura
AI Overviews a tutta pagina: cosa resta dei tuoi clic
Indice dei contenuti (7 sezioni)

Da inizio settembre le AI Overviews di Google hanno smesso di aspettare il tuo permesso. Su una parte delle ricerche desktop la risposta generata dall'intelligenza artificiale compare già aperta per intero al caricamento della pagina, senza dover premere "Mostra altro". Sotto compare anche un campo per continuare a chiedere, come se fossi dentro una chat.

Il risultato pratico lo capisci senza bisogno di analisi: i dieci link blu finiscono sotto la piega, e per arrivarci devi scrollare parecchio.

Ti scrivo cosa cambia davvero, cosa dicono i numeri disponibili e cosa sto modificando io sui siti dei clienti. Senza il tono da funerale che leggo in giro, perché il quadro è più sfumato di "la SEO è morta".

Cosa è cambiato di preciso

Fino a poco fa le AI Overviews comparivano compresse, con un riassunto breve e un pulsante per espanderle. Quel pulsante era un filtro: chi non lo premeva vedeva i risultati organici quasi subito.

Ora, su determinate ricerche, la risposta arriva già distesa. Lunga, articolata, con il box conversazionale sotto. È di fatto la modalità di ricerca conversazionale travestita da pagina dei risultati classica.

C'è un dettaglio tecnico che quasi nessuno ha notato: se hai già iniziato a scorrere verso il basso, l'espansione automatica si interrompe.

Serve a non farti saltare il contenuto sotto gli occhi mentre leggi. Ma conferma la logica del cambiamento: l'espansione è pensata per chi arriva sulla pagina e resta fermo, cioè per la stragrande maggioranza delle persone.

I numeri sul calo dei clic (e quelli che mancano)

Sull'effetto delle AI Overviews esiste una misurazione seria, condotta su circa 69.000 ricerche reali di 900 utenti. I risultati sono questi.

  • Con una sintesi AI in pagina, il clic su un link organico avviene nell'8% delle visite. Senza sintesi, nel 15%. Poco meno della metà.
  • I link citati dentro la risposta AI vengono cliccati nell'1% dei casi. Questo è il dato che ridimensiona chi ti vende "posizionamento nelle AI Overviews" come sostituto del traffico organico.
  • La sessione finisce subito dopo nel 26% dei casi, contro il 16% quando la sintesi non c'è.

Va detto con onestà: quei dati vengono dal mercato statunitense e sono precedenti all'espansione automatica.

In Italia non esistono ancora studi indipendenti che isolino l'impatto delle AI Overviews sul traffico. Chiunque ti dia percentuali italiane precise oggi se le sta inventando.

Quello che possiamo dire con certezza è la direzione: meno clic sulle query informative, e un peso crescente delle citazioni dentro la risposta anche se convertono poco in visite.

Perché non è la fine, ed è comunque un problema

La lettura che mi convince di più è che le AI Overviews non uccidano il traffico: lo selezionano. Chi clicca dopo aver già letto una risposta completa è una persona che vuole approfondire, verificare o comprare. È un utente più caldo, non più freddo.

Se vivi di pubblicità e di volume, questo è un disastro: ti serve gente che scorre pagine, e quella gente ora resta su Google.

Se invece vendi un servizio o un prodotto, come la maggior parte dei clienti con cui lavoro, il traffico cala ma il tasso di conversione sale. Cambia il metro di giudizio, non necessariamente il risultato.

Il problema è che quasi nessuno se ne accorge, perché guarda la metrica sbagliata. Se il tuo indicatore è "visite al blog", vedrai solo un grafico che scende. Se il tuo indicatore sono i contatti ricevuti, potresti scoprire che non è successo niente di grave.

Come misurare l'impatto sul tuo sito

Prima di cambiare strategia, serve capire se il calo ti riguarda davvero. Ecco l'ordine con cui procedo.

1. Separa le query informative da quelle commerciali

Le AI Overviews compaiono soprattutto sulle domande generiche e definitorie. Sulle ricerche transazionali e locali sono molto meno aggressive.

In Search Console, filtra le query che contengono "cosa", "come", "perché", "significato" e confrontane l'andamento con quelle che contengono il nome di un servizio o di una città. Se le prime crollano e le seconde tengono, hai la risposta.

2. Guarda impression e posizione, non solo i clic

Il segnale tipico è impression stabili o in crescita e CTR che scende: significa che continui a comparire, ma più in basso e con meno spazio sopra.

È diverso dall'aver perso posizioni, che invece è un problema di contenuto o di link. Un altro fattore che ha sporcato i dati dei rank tracker quest'estate l'ho spiegato nell'articolo sul redirect goto di Google.

3. Usa il report AI di Search Console

Il report sulle superfici generative è ormai attivo su tutti i siti e misura le impression nelle risposte AI. Non è perfetto e non separa i clic per superficie, ma è l'unica fonte ufficiale che hai. Come leggerlo senza trarre conclusioni sbagliate l'ho scritto in questa guida.

Cosa cambio sui siti, in concreto

Qui la teoria finisce e comincia il lavoro. Queste sono le modifiche che sto applicando dove le AI Overviews hanno più impatto.

  • Risposta secca nei primi paragrafi. Se la definizione o il numero che serve stanno nelle prime righe, hai più probabilità di essere la fonte citata. Se il contenuto arriva dopo tre paragrafi di introduzione, vieni saltato.
  • Contenuti che una sintesi non può sostituire. Prezzi reali, casi concreti, opinioni motivate, procedure verificate sul campo. Le AI Overviews riassumono benissimo il consenso generico e malissimo l'esperienza specifica.
  • Spostare il peso sulle query commerciali e locali. È il consiglio meno di moda e il più efficace: una pagina servizio ben fatta per una città vale oggi più di dieci articoli definitori.
  • Dati strutturati e FAQ. Non garantiscono la citazione, ma rendono il contenuto più facile da estrarre. Sulla differenza tra le varie sigle che ti stanno vendendo ho scritto cosa significano davvero SEO, GEO, AEO e AIO.
  • Canali che non passano da Google. Newsletter, WhatsApp, contatto diretto. Se tutto il tuo flusso di clienti dipende da una pagina dei risultati che Google ridisegna ogni due mesi, il problema non sono le AI Overviews.

Cosa invece non farei

Non riscriverei il sito in funzione delle AI Overviews e non comprerei servizi che promettono di "posizionarti nelle risposte AI".

Le citazioni portano circa un clic ogni cento visite: sono un segnale di autorevolezza, non un canale di acquisizione. Chi te le vende come tale sta approfittando della confusione del momento.

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In sintesi

Le AI Overviews a tutta pagina spostano i link organici più in basso e riducono i clic sulle ricerche informative. Non azzerano il traffico, lo filtrano: passa meno gente e passa più decisa.

La reazione sensata non è inseguire le citazioni AI, ma spostare il peso su contenuti che una sintesi non sa replicare e su query dove l'utente vuole comprare, non capire.

Se il traffico del tuo sito sta scendendo e non riesci a capire se è colpa delle AI Overviews, di un aggiornamento o di altro, scrivimi: guardo i dati di Search Console con te e ti dico cosa vedo. Se ti serve una mano strutturata, questo è il lavoro che faccio con la consulenza SEO.

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