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Gemini vs ChatGPT: chi sta vincendo davvero nel 2026

Google Gemini triplica la quota di mercato mentre ChatGPT perde terreno. Dati, benchmark e strategie della sfida AI più importante del 2026.

Cosmin-Anton Mihoc
7 min di lettura
Gemini vs ChatGPT: chi sta vincendo davvero nel 2026
Indice dei contenuti (8 sezioni)

A gennaio 2026 sembrava un sorpasso in corso. Nove mesi dopo i dati raccontano una storia diversa. Secondo le rilevazioni Similarweb sul traffico web dei chatbot generativi, ChatGPT è oggi al 55,5% della quota, in risalita dal 52,7% di tre mesi fa, mentre Gemini è sceso dal 27,8% al 25,6%.

Su base annua però il quadro resta pesante per OpenAI: dodici mesi fa ChatGPT era al 73,3%. Ha perso quasi diciotto punti in un anno, poi si è stabilizzato. Nel frattempo il vero movimento non lo ha fatto Google: lo ha fatto Anthropic, passata dall'1,9% al 9,3%.

Ho scritto la prima versione di questo articolo a gennaio, quando la traiettoria di Gemini sembrava inarrestabile. Aggiornandolo con i dati di settembre 2026 ho dovuto correggere la mia stessa previsione, ed è un esercizio utile: mostra quanto vale poco estrapolare una tendenza di tre mesi in questo mercato.

I numeri di settembre 2026

Questa è la fotografia più recente del traffico web sui principali assistenti generativi:

  • ChatGPT: 55,5% (era 73,3% un anno fa, 52,7% tre mesi fa)
  • Gemini: 25,6% (in calo dal 27,8% del trimestre precedente, ma circa il doppio rispetto a un anno fa)
  • Claude: 9,3% (era 1,9% un anno fa)
  • DeepSeek: 3,4%
  • Grok: 2,4%
  • Microsoft Copilot: 1,6%
  • Perplexity: 0,9%

Un avvertimento importante su questi numeri

Sono dati di traffico sui siti web, non di utilizzo complessivo. Non contano le app mobile, non contano le API, non contano gli assistenti incorporati dentro altri prodotti. È una distinzione che cambia parecchio la lettura, perché una quota enorme dell'uso reale dell'AI oggi passa proprio da lì: da Gemini dentro Workspace, da Copilot dentro Windows, dalle API dentro il software che le aziende costruiscono.

Chi cita queste percentuali come "quota di mercato dell'intelligenza artificiale" sta dicendo una cosa che i dati non dicono. Servono a misurare una cosa sola: quanti utenti vanno sul sito e aprono una chat.

Perché la rimonta di ChatGPT non era scontata

Il recupero degli ultimi mesi coincide con il rilascio di GPT-6 Astra, arrivato il 3 settembre 2026, che ha spostato l'asticella soprattutto sull'uso del computer e sui task lunghi. Ne ho scritto in dettaglio in GPT-6 Astra: cosa cambia davvero, prezzi e quando arriva.

Ma attribuire tutto al modello sarebbe un errore. La lezione dell'ultimo anno è che in questo mercato la quota si sposta per motivi che con i benchmark c'entrano poco: abitudine, distribuzione, prezzo e attriti quotidiani come i limiti d'uso.

La crescita di Claude è la notizia vera

Passare dall'1,9% al 9,3% in dodici mesi è la crescita proporzionalmente più forte di tutto il gruppo. E arriva da un pubblico diverso: Anthropic ha costruito la sua posizione soprattutto tra chi programma, non tra il pubblico generalista.

Il ciclo di rilasci recente lo conferma. Fable 5.1 e Mythos 5.1 sono arrivati il 1° settembre con la lettura della cache a costo ridotto, e li ho messi a confronto diretto con il modello di OpenAI in GPT-6 Astra vs Claude Fable 5.1.

C'è però un rovescio della medaglia che chi lavora tutti i giorni con questi strumenti conosce bene: dal 14 settembre 2026 la quota settimanale di Claude Code scende del 17%. La crescita costa, e prima o poi qualcuno la paga.

La strategia di Google: integrazione nativa

Il vantaggio strutturale di Google resta intatto anche se la quota web è scesa negli ultimi mesi, e va cercato altrove: controlla già l'infrastruttura in cui passano le giornate delle persone.

Attraverso Android, Search e Workspace, Google rende l'AI ambientale: non devi consciamente "usare Gemini" perché sia di aiuto. Il caso più evidente è la posta, e ho raccolto in un pezzo a parte tutte le funzioni AI arrivate dentro Gmail con Gemini: è lì che si capisce cosa significa davvero integrazione nativa, e perché una parte di quell'utilizzo non comparirà mai nelle statistiche sul traffico web.

Sul fronte modelli, la linea Flash resta la scelta più sensata per chi lavora ad alto volume: i conti li ho fatti in Gemini 3.8 Flash vs 3.1 Pro. E sul lato immagini il vantaggio di Google si vede ancora meglio: nella guida a Nano Banana Pro ho messo in fila cosa riesce a fare e dove serve ancora un intervento manuale.

Microsoft Copilot: il grande assente

In questo scontro c'è un escluso: Microsoft Copilot, fermo all'1,6%. Nonostante l'integrazione pervasiva in Windows ed Edge, la sua quota non si muove da mesi.

La strategia di infilare Copilot ovunque nel sistema operativo non sta pagando sul lato consumer. È emblematico che Dell, durante il CES 2026, abbia annunciato di voler fare un passo indietro sull'AI nei suoi computer, tornando a un approccio più tradizionale. Alla stessa fiera, peraltro, l'AI applicata alla robotica andava nella direzione opposta, con due progetti italiani in mostra.

Va detto però che sul lato sviluppatori il discorso cambia completamente: Copilot resta lo strumento di default per chi lavora dentro GitHub, come si vede nel confronto tra Copilot CLI e Claude Code.

Cosa significa per aziende e sviluppatori

La conclusione pratica non è cambiata, anzi si è rafforzata: non esiste il modello migliore in assoluto, esiste quello adatto al tuo caso d'uso e al tuo ecosistema.

Se lavori dentro Google Workspace, Gemini ti dà un'integrazione che gli altri non possono replicare. Se il tuo lavoro è codice, la scelta si gioca tra Claude e OpenAI e cambia ogni due o tre mesi. Se hai bisogno di un assistente generalista con la migliore esperienza mobile e vocale, ChatGPT è ancora davanti.

Il consiglio che do ai clienti è un altro, ed è indipendente da questi numeri: non costruire processi aziendali legati a un singolo fornitore. In dodici mesi le quote si sono ribaltate due volte, i prezzi sono cambiati, i limiti d'uso sono stati alzati e poi tagliati. Un'architettura che può cambiare modello senza riscrivere tutto vale più della scelta del modello giusto oggi.

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In sintesi

Un anno fa ChatGPT valeva quasi tre quarti del traffico dei chatbot generativi, oggi poco più della metà. Gemini ha raddoppiato la sua quota ma negli ultimi mesi ha rallentato, Claude è cresciuto di quasi cinque volte partendo da una base piccola, tutti gli altri restano comparse.

La lettura che regge, al netto delle percentuali che cambiano ogni trimestre, è che il mercato si sta frammentando e che nessuno ha più una posizione garantita. Per chi deve decidere su cosa costruire, questa è un'informazione più utile di qualsiasi classifica.

Se stai valutando come integrare l'AI nei processi della tua azienda senza legarti a un singolo fornitore, contattami: architettura, permessi e limiti di spesa sono esattamente il tipo di scelte su cui lavoro.

Fonte dei dati: rilevazioni Similarweb sul traffico web dei principali assistenti generativi, aggiornate a settembre 2026. Le percentuali si riferiscono al solo traffico web e non includono app, API e assistenti integrati in altri prodotti.

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