Cercare un hosting gratuito è la prima cosa che fa chi inizia un progetto: un portfolio, un'app di prova, un gestionale da mostrare a un cliente prima di firmare. Il problema è che "gratis" su internet vuol dire cose molto diverse. Ci sono piani gratuiti seri, pensati per durare, e offerte che dopo tre mesi ti chiedono la carta o spengono il sito senza avviso.
In questi giorni è tornata a girare molto free-for-dev, la lista su GitHub che raccoglie oltre 1.300 servizi con un piano gratuito per sviluppatori. È un ottimo punto di partenza, ma 1.300 voci sono troppe per scegliere. Qui ti dico quali uso io e per cosa, con i limiti veri di ogni piano e il punto oltre il quale smetto di usare il gratuito.
Cos'è free-for-dev e perché è utile
free-for-dev è un elenco curato dalla comunità su GitHub, diviso per categorie: hosting web, database, cloud, email, monitoraggio, CI/CD, strumenti per API e molto altro. Ha regole di inclusione precise, ed è questo che lo rende affidabile:
- Solo piani gratuiti veri, non prove a tempo spacciate per gratis.
- Se il gratuito ha una scadenza, deve durare almeno un anno.
- Solo servizi pronti all'uso, non software da installare sul tuo server.
- È pensato per chi lavora con infrastruttura e sviluppo, non per chi cerca un costruttore di siti con il trascina e rilascia.
Il consiglio che do sempre: usa la lista per scoprire i servizi, poi verifica i limiti sulla pagina ufficiale di ognuno prima di costruirci sopra. I piani gratuiti cambiano spesso, e quello che valeva sei mesi fa oggi può essere diverso.
Hosting gratuito per siti statici e frontend
Per un sito vetrina, un portfolio, una landing page o il frontend di un'app React o Next.js, oggi il gratuito è davvero buono. Questi sono i quattro che considero.
| Servizio | Limiti principali del piano gratuito | Uso commerciale |
|---|---|---|
| Cloudflare Pages | 500 build al mese, 100 progetti, 20.000 file per sito, file fino a 25 MiB, anteprime illimitate | Nessun divieto di uso commerciale |
| Netlify | 300 crediti al mese: un deploy in produzione ne consuma 15, un GB di banda 20. A fine crediti il sito va in pausa fino al mese dopo | Nessun divieto di uso commerciale |
| Vercel (Hobby) | 100 GB di trasferimento, 1 milione di richieste, 1 milione di invocazioni di funzioni al mese, 100 deploy al giorno | No: solo uso personale e non commerciale |
| GitHub Pages | Un sito per account, massimo 1 GB, limite indicativo di 100 GB di banda al mese | No per e-commerce e SaaS |
La colonna che conta di più è l'ultima. Vercel Hobby non è per i clienti: il piano gratuito vale solo per progetti personali e non commerciali. Se metti lì il sito di un'azienda, sei fuori dalle regole. Stesso discorso per GitHub Pages con negozi online e servizi in abbonamento.
Per i siti statici dei clienti la mia scelta di partenza è Cloudflare Pages: limiti larghi, anteprime illimitate per ogni modifica e nessun vincolo di uso personale. Netlify va bene, ma con il sistema a crediti devi tenere d'occhio i consumi: un sito che fa molti deploy al giorno li brucia in fretta.
Database gratuito: Supabase e gli altri
Appena un progetto ha bisogno di salvare dati, serve un database. Nella lista free-for-dev trovi diversi database gestiti con un piano gratuito, come Supabase, Neon, MongoDB Atlas e Turso. Quello che uso più spesso per i prototipi è Supabase, perché oltre a PostgreSQL dà autenticazione, archivio file e funzioni.
I limiti del piano gratuito di Supabase:
- 2 progetti attivi per account.
- 500 MB di database e 1 GB di archivio file.
- 5 GB di traffico in uscita.
- 50.000 utenti attivi al mese per l'autenticazione.
- 500.000 invocazioni delle funzioni.
- Il dettaglio da non dimenticare: i progetti gratuiti vanno in pausa dopo una settimana di inattività.
Quella pausa è perfetta per un prototipo e pessima per un'app in produzione. Se il gestionale di un cliente non viene aperto per dieci giorni ad agosto, al rientro lo trova spento. Per questo sul gratuito ci tengo demo e prove, mai il lavoro vero di un cliente.
Oracle Cloud Always Free: un server gratis per sempre
Alla domanda "come posso avere un hosting gratuito per sempre" la risposta più sorprendente è Oracle Cloud. Il suo piano Always Free non è una prova, ed è molto generoso:
- Server ARM Ampere: l'equivalente di 2 core e 12 GB di RAM in totale, divisibili in una o due macchine.
- Due piccole macchine AMD con 1 GB di RAM ciascuna.
- 200 GB di disco a blocchi e 20 GB di archivio oggetti.
- Due database autonomi da 20 GB ciascuno.
- 10 TB al mese di traffico in uscita.
Con 12 GB di RAM ci fai girare Docker, un PHP con MySQL, un'istanza di n8n e qualche servizio di prova. C'è però una regola che molti scoprono tardi: Oracle può recuperare le macchine inattive. Se per 7 giorni l'uso di processore, rete e memoria resta sotto il 20%, l'istanza può essere reclamata. In più quasi tutte le risorse gratuite vanno create nella regione di casa scelta all'iscrizione.
Tradotto: è ottimo per imparare, per un laboratorio personale o per servizi che lavorano davvero. Non è il posto per il sito di un cliente che deve restare acceso senza sorprese.
Hosting gratuito con PHP e MySQL: cosa scegliere
È una delle ricerche più frequenti, perché tanti siti e gestionali italiani girano ancora su PHP. Esistono hosting condivisi gratuiti con PHP e MySQL, ma per un progetto serio non li uso: poco controllo sulla versione di PHP, niente accesso al server e limiti che scopri quando è troppo tardi.
Se ti serve PHP gratis per imparare o per una demo, la strada che preferisco è un server su Oracle Always Free con Docker: hai la versione di PHP che vuoi, MySQL o PostgreSQL, e impari a gestire un server vero. Per WordPress in particolare, un hosting gratuito ha senso solo per provare temi e plugin, mai per un sito che deve portare clienti.
Il mio stack gratuito per un prototipo
Quando devo mostrare a un cliente un'idea funzionante prima del preventivo, questo è lo stack che monto, tutto a costo zero:
- Frontend su Cloudflare Pages, con un'anteprima diversa per ogni modifica da far vedere al cliente.
- Database e login su Supabase, nel piano gratuito.
- Automazioni con n8n su un server Oracle Always Free.
- Codice su GitHub, con il deploy automatico a ogni push.
Con questo schema preparo una demo cliccabile in pochi giorni senza anticipare costi di infrastruttura. Se ti interessa la parte di sviluppo assistito, ho raccolto anche i modi per usare Claude Code gratis e un esempio di app full stack con Google AI Studio e Firebase.
Gli errori che vedo più spesso con l'hosting gratuito
Il piano gratuito in sé non è un problema. Lo diventa quando lo si usa senza pensare a cosa succede dopo. Questi sono gli errori che mi ritrovo a sistemare più spesso:
- Nessun dominio proprio: il sito resta su un indirizzo del servizio, tipo nomeprogetto seguito dal dominio del provider. Quando lo sposti perdi link e posizionamento. Collega da subito un dominio tuo, anche su un piano gratuito.
- Chiavi e password nel codice: su un repository pubblico, una chiave API lasciata nel codice è leggibile da chiunque. Usa sempre le variabili d'ambiente del servizio.
- Nessun backup del database: il gratuito raramente include copie automatiche che puoi ripristinare quando vuoi. Esporta i dati a intervalli regolari, anche con un'automazione.
- Email dimenticate: l'hosting del sito non include la posta. Per le email del dominio serve un servizio separato, da mettere in conto fin dall'inizio.
- Limiti scoperti in produzione: un post che gira sui social può consumare in un giorno la banda del mese. Imposta gli avvisi di consumo dove il servizio li offre.
Sono tutte cose che si risolvono in mezz'ora all'inizio e che costano giorni di lavoro quando le scopri dopo.
Quando smettere di usare l'hosting gratuito
Il gratuito è uno strumento per partire, non per restarci. Questi sono i segnali per cui sposto un progetto su un piano a pagamento o su un server mio:
- Il progetto diventa commerciale e le condizioni del piano gratuito non lo permettono, come su Vercel Hobby e GitHub Pages.
- Il sito non può andare in pausa, né per inattività né per crediti finiti a metà mese.
- Ci sono dati di clienti e ti servono backup, garanzie e contratti chiari sul trattamento dei dati.
- Serve assistenza: nei piani gratuiti di solito c'è solo la comunità.
Per i progetti dei miei clienti la soluzione tipica è un VPS con Docker e Coolify: costa pochi euro al mese, non va in pausa, non ha limiti di uso commerciale e controllo tutto io. È lo stesso tipo di infrastruttura su cui metto in produzione le web app che sviluppo.
In sintesi: quale hosting gratuito scegliere
Per un sito statico o un frontend parti da Cloudflare Pages. Per un prototipo con database e login usa Supabase, sapendo che va in pausa dopo una settimana ferma. Per avere un server vero gratis per sempre c'è Oracle Always Free, da tenere attivo. E per scoprire altri servizi apri free-for-dev, ma controlla sempre i limiti sulla pagina ufficiale.
Se hai un progetto che è partito sul gratuito e ora deve reggere clienti veri, oppure non sai quale infrastruttura scegliere, scrivimi dalla pagina contatti: ti dico cosa tenere, cosa spostare e quanto costa davvero.



