Il Google spam update di settembre 2026 è partito il 24 settembre, alle 18:15 ora italiana, e vale per tutte le lingue, italiano compreso. Sembra l'ennesimo aggiornamento antispam, il quarto dell'anno. Ma c'è un dettaglio che quasi nessuno ha notato e che cambia il modo in cui va letto: questa volta Google ha dato una finestra di rilascio fino a due settimane, mentre i tre precedenti del 2026 si sono chiusi in poche ore o in un paio di giorni.
In questa guida ti spiego cosa sappiamo davvero dello spam update di settembre, perché la durata è un segnale, come capire in Search Console se ti ha toccato (e se è stato questo update o quello di agosto) e cosa fare, e cosa non fare, nei prossimi giorni. Ci aggiungo quello che ho fatto sul mio sito, perché alcune delle pagine a rischio le avevo anch'io.
Spam update settembre 2026: cosa ha comunicato Google
Le informazioni ufficiali sono poche e vanno lette per quello che sono:
- Avvio: 24 settembre 2026, annunciato sulla dashboard di stato della Ricerca Google.
- Copertura: globale, tutte le lingue. I siti italiani sono coinvolti come gli altri.
- Durata: il rilascio può richiedere fino a due settimane, quindi al massimo intorno all'8 ottobre.
- Obiettivo: nessuna nuova regola annunciata. Google non ha detto se l'update punta a una politica antispam specifica.
Gli spam update migliorano i sistemi automatici di rilevamento dello spam, tra cui SpamBrain, il sistema basato sull'AI che Google usa da anni. Non sono core update: non ridistribuiscono la qualità in generale, colpiscono pratiche che violano le norme antispam.
Perché questa volta è diverso: la durata
Mettiamo in fila gli spam update del 2026:
| Update | Finestra annunciata | Durata reale |
|---|---|---|
| Marzo 2026 | Pochi giorni | Circa 19 ore e mezza |
| Giugno 2026 | Pochi giorni | Circa 2 giorni |
| Agosto 2026 | Pochi giorni | Circa 2 giorni e 16 ore |
| Settembre 2026 | Fino a due settimane | In corso |
Una finestra lunga non significa per forza che l'update durerà quattordici giorni. Però è la prima volta quest'anno che Google si prende tanto margine per un aggiornamento antispam, e arriva solo un mese dopo quello di agosto. La mia lettura, e la segnalo come tale: è plausibile che il rilascio sia più ampio o più graduale dei precedenti. In pratica vuol dire che le oscillazioni in SERP potrebbero durare più a lungo, e che trarre conclusioni nei primi tre giorni è ancora più rischioso del solito.
Chi rischia di più con lo spam update
Senza una nuova regola dichiarata, il riferimento restano le norme antispam di Google. Quelle che vedo più spesso violate, anche in buona fede, dalle piccole aziende sono queste:
- Contenuti in serie per posizionarsi: centinaia di pagine quasi uguali create solo per intercettare keyword, fatte a mano o con l'AI. Per Google il problema non è lo strumento, è la produzione in massa senza valore.
- Pagine città per servizio tutte uguali: "sito web a [città]" ripetuto per decine di comuni con il nome cambiato e nient'altro.
- Abuso della reputazione del sito: sezioni ospitate su un dominio autorevole che non c'entrano nulla con il sito, per sfruttarne la forza.
- Domini scaduti riutilizzati per spingere contenuti che non hanno legami con il sito originale.
- Link acquistati o scambiati in modo sistematico, e testo o link nascosti.
Quello che ho fatto sul mio sito
Lo dico perché è il caso più comune che vedo. Anche cosimo.dev aveva un gruppo di landing programmatiche "servizio più città", nate per coprire la Campania. Molte erano sottili: stesso testo, città diversa. Search Console le segnalava come scansionate ma non indicizzate, e il loro volume abbassava la qualità percepita del dominio. Le ho sfoltite: sono rimaste vive solo le combinazioni con domanda reale, arricchite con contenuti locali veri, e le altre sono state reindirizzate alla pagina servizio principale. Non l'ho fatto per paura di un update, ma perché quelle pagine non portavano clienti. Il fatto che proteggano anche dagli spam update è una conseguenza.
Come capire se lo spam update ti ha colpito
Un calo di traffico in questi giorni non è automaticamente colpa dello spam update. Prima di toccare qualsiasi cosa fai questi controlli in Search Console.
- Apri Rendimento e imposta il confronto tra gli ultimi 7 giorni e i 7 precedenti. Guarda clic e impressioni, non solo la posizione media.
- Segna la data del 24 settembre. Se il calo parte prima, lo spam update non c'entra.
- Separa per pagina. Uno spam update tende a colpire gruppi di pagine con le stesse caratteristiche, non tutto il sito in modo uniforme. Se crollano solo le landing programmatiche o un blocco di articoli simili, è un indizio.
- Controlla Azioni manuali. Se lì c'è qualcosa, non è l'update automatico ma una penalizzazione manuale, e va gestita con una richiesta di riesame.
- Escludi le cause banali: stagionalità, errori 5xx, pagine finite in noindex, robots.txt modificato, un deploy recente. Sono più frequenti di quanto si pensi.
Agosto o settembre: quale update ti ha toccato
Lo spam update di agosto si è chiuso il 21 agosto. Se il tuo calo è iniziato tra il 19 e il 21 agosto, la causa probabile è quello, e trovi i controlli specifici nella mia guida sullo spam update di agosto 2026. Se il calo parte dal 24 settembre in poi, guarda a questo. Se hai perso traffico in entrambe le finestre, il messaggio è chiaro: Google sta insistendo sulle stesse pagine.
Ricordati anche che non tutto il calo di clic di quest'anno è colpa degli update: una parte dipende dalle risposte AI che occupano la parte alta della pagina, come ho spiegato parlando delle AI Overviews a tutta pagina. In quel caso le impressioni tengono e i clic scendono, un andamento diverso da quello di uno spam update.
Cosa fare durante il rollout (e cosa evitare)
La regola più utile è anche la più difficile da rispettare: non fare modifiche drastiche finché il rilascio non è concluso. Se cambi dieci cose mentre la SERP oscilla, poi non sai più cosa ha funzionato.
- Fai ora: annota i dati di partenza, esporta da Search Console le pagine con più clic degli ultimi tre mesi, prepara l'elenco delle pagine sottili o duplicate.
- Evita ora: cancellare in massa, cambiare gli slug, pubblicare decine di contenuti nuovi per "compensare", comprare link.
- Dopo la chiusura: confronta i dati, intervieni sulle pagine che violano le norme antispam, unisci o reindirizza quelle quasi identiche, migliora o togli quelle che non servono a nessuno.
Google stesso spiega che, se un sito si mette in regola, i sistemi automatici possono accorgersene nel giro di alcuni mesi. Non esiste un recupero in una settimana, quindi è inutile agire in fretta.
Contenuti scritti con l'AI: sono a rischio?
È la domanda che mi fanno di più. Il punto non è se un testo è scritto con l'AI, ma perché esiste. Un articolo scritto con l'aiuto dell'AI, rivisto, con esperienza vera e informazioni utili non viola nulla. Cento pagine generate in automatico solo per coprire varianti di keyword sono proprio la pratica che gli spam update cercano. Io uso l'AI tutti i giorni nella ricerca e nella stesura, ma ogni contenuto deve rispondere a una domanda reale e passare dalla mia revisione.
Se ti serve una mano a capire quali pagine del tuo sito sono a rischio e come sistemarle senza perdere quello che funziona, è il lavoro che faccio nella consulenza SEO. E se il problema è più a monte, cioè il sito non compare proprio, parti da perché il sito non appare su Google.
In sintesi
Lo spam update di settembre 2026 è il quarto dell'anno, globale, senza nuove regole dichiarate ma con una finestra di due settimane che lo distingue dai precedenti. Controlla Search Console con le date giuste, distingui tra agosto e settembre, non toccare nulla di importante finché il rilascio non è concluso e poi lavora sulle pagine fatte in serie. Quando Google comunicherà la fine del rollout, rifai il confronto dei dati da capo.
Se vuoi un controllo del tuo sito dopo l'update, scrivimi dal form contatti: ti rispondo io.



